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Hung Kuen Association

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Autodifesa

APPRENDERE

La boxe di Hung, quando nacque nella mente del suo codificatore, doveva essere un pratico ed efficace sistema di combattimento non finalizzato a scontri di natura sportiva e nemmeno alla gloria di un campione di lotta. Era un sistema che permetteva ai suoi praticanti di difendersi e combattere, consentendo di poter avere la meglio tra le vie di una città o sulle barche del porto contro uno o più avversari. L'Hung Gar non è uno sport, ma un sistema che forma l'individuo, donna o uomo che sia, a diventare forte, dentro e fuori. Da questi presupposti, unitamente all'arricchimento di strategie comportamentali e ad una presa di coscienza, si è creato il metodo H.K.A. di difesa personale.
Alcune tecniche semplici ma oltremodo efficaci della nostra pratica, abbinate ad un lavoro mentale, ad una istruzione comportamentale finalizzata alla prevenzione di una situazione potenzialmente rischiosa, sono diventate un metodo semplice che fatto proprio può aiutare ad uscire da una aggressione.

foto di un drago
immagine di un attacco di gomito al collo

I corsi H.K.A sono indirizzati ad entrambi i sessi di qualsiasi età. Non sono corsi di preparazione fisica o di arti marziali. L’addestramento può essere affrontato senza difficoltà da chiunque, indipendentemente dall'età, grado di allenamento, struttura fisica.
Il metodo presuppone un corso base (livello 1) dove si impara a individuare una potenziale situazione di pericolo, ad osservare il luogo in cui ci si trova, a pianificare sempre una eventuale via di evasione; in seconda istanza a respirare, a colpire con forza e precisione e a dare colpi multipli.
Si apprende inoltre come reagire ad aggressioni frontali, laterali, da

dietro (per quanto possibile), come svincolarsi da prese ai polsi, alla gola, da schiacciamento al muro e per ultimo come gestire e liberarsi da imbrigliamento a terra.

Nei corsi successivi (livelli 2, 3 e 4) le tecniche si affinano e ci si allena per gestire situazioni più complesse di fronte ad un numero crescente di aggressori, ad usare un'arma oppure trasformare un oggetto di uso quotidiano in arma. La Difesa Personale è essenzialmente Prevenzione. Solo prevenendo le situazioni di rischio e conoscendo le potenziali situazioni di pericolo, è possibile ridurre in modo significativo la probabilità di trovarsi in tali circostanze.
Ecco come indirizzare il pensiero e l’attenzione:

foto di un attacco di avambraccio al mento
immagine di una presa immobilizzante ai polsi

1 – individuazione e conoscenza dei dettagli ambientali;
2 – ricerca mentale delle possibili Difese Attive e Difese Passive e dei potenziali rischi;
3 – individuazione e ricerca visiva delle Vie di Fuga e di salvezza di ogni situazione che presuppone un rischio;
4 – in base al livello di rischio produrre una strategia comportamentale adeguata;

5 – attuare tecniche di autodifesa semplici, efficaci che riducano all'impotenza l'aggressore e permettano di avere così il tempo di fuggire.

immagine di una presa ai polsi

Siamo in grado di poter effettivamente colpire un'altra persona nel caso dovessimo difenderci oppure difendere qualcun'altro?
Occorre valutare cosa si è in grado di intraprendere per affrontare una simile eventualità.
Quando una tecnica viene impiegata realmente per difesa personale, deve essere portata con intenzione di mettere fuori gioco l'aggressore (per darci il tempo necessario di

fuggire), tecniche imparate senza la convinzione e la capacità di applicarle sono un’inutile perdita di tempo.

L'atteggiamento mentale deve essere indirizzato alla consapevolezza di avere diritto di difendersi e di farlo nella maniera più efficace e opportuna.
Solo un atteggiamento mentale consapevole e determinato potrà indirizzare la forza fisica ad avere ragione dell'aggressione, solo canalizzando la nostra paura in energia riusciremo a reagire istantaneamente ed efficacemente, invece di restare paralizzati.

Nella guerra psicologica della difesa personale, l'arma più efficace è il cervello. Se si impara ad allenarlo per reagire alle situazioni di crisi, questo nel momento del pericolo ci aiuterà a mantenere la calma necessaria a formulare una determinata risposta a quella determinata situazione. Allenare il cervello significa pensare a quali fattori potrebbero impedirci di reagire, pianificare in anticipo le nostre emozioni, analizzare il modo migliore per adattarsi a situazioni di pericolo. Si deve valutare se lottando si peggiora la situazione o se lottare è la miglior cosa da fare. In questo ultimo caso bisogna imparare a farlo con poche ma efficaci tecniche atte a respingere un attacco. In una situazione di pericolo è più facile ricordarsi le tecniche semplici piuttosto che quelle complesse. Un sistema di autodifesa serve se è semplice e diretto.

Il sistema H.K.A. utilizza tecniche semplici sperimentate nella sua Storia e in grado di dare una risposta effettiva, efficace e rapida se utilizzate correttamente.

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